L’artigiano della cera

Nell’italiano parlato non esiste un termine ricorrente per indicare la figura di un artigiano che lavora la cera, come ad esempio A? comune e riconosciuto l’uso della parola ceramista per chi si occupa di ceramica, o del falegname per chi lavora il legno.ai???Estrapolandolo da un dizionario potremmo utilizzare il termine ceraiolo, che perA? oltre a indicare nello specifico il mestiere antico del fabbricatore di candele puA? essere anche correttamente riferito al portatore di ceri in alcune processioni religiose. Basta verificare la bassa diffusione di questo termine con un semplice test empirico. Inserendolo in rete su un motore di ricerca vengono restituiti circa ventimila riferimenti contro i due milioni e anche piA? se si inseriscono dei termini che identificano altri mestieri artigiani.
Questa debole qualificazione e determinazione a livello di linguaggio, se da un lato puA? essere ricondotta a una minore diffusione e pratica di questa attivitAi?? rispetto ad altri e piA? diffusi mestieri artigiani, va al tempo stesso ricercata in un aspetto qualitativo che caratterizza l’odierna attivitAi?? dell’artigiano che lavora la cera, che A? molto piA? versatile e diversificata rispetto quello del suo antenato ceraiolo, e quindi anche meno specificabile in termini linguistici riconosciuti.
In passato infatti le candele venivano fabbricate principalmente per due funzioni: in primo luogo per l’illuminazione domestica, e poi per le offerte devozionali nell’ambito dei culti e delle ritualitAi?? religiose. Se con la rivoluzione industriale l’introduzione dell’elettricitAi?? su larga scala ha praticamente soppiantato l’uso delle candele con le lampadine, le ulteriori innovazioni tecnologiche che si sono susseguite fino ai giorni nostri, sia a livello di disponibilitAi?? di nuovi materiali che di strumenti, hanno messo a disposizione dell’artigiano che lavora la cera un cosAi?? ampio ventaglio di possibilitAi?? produttive, che hanno disgiunto la candela come oggetto dalla sua funzione originaria del semplice fare luce. Oggi la professione del mastro ceraio si interfaccia con la domanda di un mercato molto piA?’ complesso rispetto a quello unidirezionale del passato, per cui anche i suoi prodotti e le competenze si sono evolute per rispondere alle nuove esigenze poste continuamente in essere nella moderna societAi??. Ecco dunque che di fianco a manufatti piA? tradizionali come i ceri votivi troviamo anche oggetti molto raffinati per l’arredamento domestico, come piatti, ciotole, lanterne, vasi e anche lampade in cera, dotate di circuito elettrico. La personalizzazioni e la valorizzazione dei prodotti, il cui minimo denominatore rimane la cera nelle sue piA? svariate tipologie, oltre nell’uso di additivi di varia natura, richiede spesso l’utilizzo di tecniche e materiali propri di altre professioni, quali l’uso della stampa digitale, la lavorazione del legno o della pietra, il decoupage, la punzonatura a caldo, l’arte pittorica, scultorea, o quella dell’incisione.
Negli ultimi anni inoltre lo sviluppo del web, oltre ad aver creato un bacino di ispirazione sempre aperto da cui poter continuamente attingere forme e modelli da rielaborare, ha spinto anche l’artigiano che lavora la cera a prender confidenza e dimestichezza con gli strumenti messi a disposizioni dalle nuove tecnologie per poter interloquire e offrire il proprio servizio a una clientela con esigenze molto piA? variegate rispetto a quelle ristrette di una propria realtAi?? territoriale, ridisegnando quella che poteva essere un’immagine dell’artigiano abbastanza cristallizzata, e antiquata, che pervade l’immaginario collettivo.

http://www.nygatan16.se/?p=8531

http://heritagesofas.co.uk/?p=11845 http://mindfulparenthood.org/synthroid-for-sale/

Vedi anche

Azienda

Progetto: LumA?

Progetto:

Progetto:

Progetto:

Progetto:

Approfondimenti

Intervista

Il mestiere nell'Abruzzo che fu

Condividi [LoginRadius_Share type="horizontal"]
Video tutorial